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“EMERGENZA RIFIUTI, UN’ALTRA BRUTTA PAGINA PER LA CALABRIA”

Lo sostiene il presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, il quale punta l’indice nei confronti della classe dirigente calabrese che “prima non decide per paura dell’impopolarità poi si piange addosso alla ricerca di affannose soluzioni che, nonostante l’impiego di grandi risorse, non risolvono un problema che deteriora ancora di più l’immagine della nostra terra”.

“Rifiuti e polemiche: un’altra brutta pagina di una Calabria la cui classe dirigente prima non decide per paura dell’impopolarità, poi si piange addosso alla ricerca di affannose soluzioni che,  nonostante l’impiego di grandi risorse, non risolvono un problema che deteriora ancora di più l’immagine della nostra terra”. 

Il presidente della Provincia di Reggio Calabria  interviene sull’emergenza rifiuti che, da  qualche settimana,  sta provocando  disagi  e danni  al sistema  economico imprenditoriale impegnato nella programmazione dell’offerta turistica della prossima stagione estiva.

“Il tempo degli alibi è finito – dice  Giuseppe Raffa -  ed è iniziato quello delle scelte, delle responsabilità nella gestione dei rifiuti con programmi  operativi tanto logici quando definitivi per impedire che la Calabria erediti da altre aree del Mezzogiorno il ruolo di pattumiera d’Italia. Le soluzioni tampone non solo non risolvono o alleviano il problema, ma  costringono la collettività ad accollarsi pesanti oneri economici per smaltire, trasferendoli  in altre regioni o addirittura all’estero, i nostri  rifiuti. Dopo quattro anni di gestione, in cui poco o nulla è stato fatto  anche  per  varare un progetto organico sulla differenziata, ipotizzare oggi il reperimento di nuove discariche contribuisce a rinviare “sine die” un problema nocivo non solo all’immagine ma anche alla salute dei cittadini. Ai calabresi bisogna dire la verità: forse il problema è stato sottovalutato e, probabilmente, i comuni non sono stati adeguatamente sensibilizzati alla raccolta differenziata utilizzando i finanziamenti  previsti dal POR Calabria.  Le ricadute positive del sistema della differenziata avrebbero comportato sia un alleggerimento della quantità di “tal quale” da conferire in discarica, sia delle ricadute occupazionali  con la costituzione di cooperative sociali, di società miste,  di  piccole  e medie imprese del settore. Già quattro anni fa si sarebbero dovute fare delle scelte per un servizio integrato in cui l’uso della discarica fosse minimizzato e ridotto a casi quasi eccezionali. Le fasi del servizio integrato avrebbero consentito una raccolta differenziata con alte percentuali (oggi a livello regionale non superiamo la soglia minima prevista dalla legge) e un sistema impiantistico con capacità di lavorazione dell’intera raccolta senza rallentamenti o blocchi nel trattamento, nonché  la produzione di risorse economiche da reinvestire nel sistema. Invece, c’è stata un’implosione dell’organizzazione tecnico – politica direttamente riconducibile alla Regione (tra commissariamenti vari e gestione diretta assunta dal marzo dello scorso anno) tutt’oggi deputata a governare i processi di questo comparto. Non solo sottovalutazione del problema, ma anche ritardi nella progettazione di impianti di trattamento e valorizzazione del rifiuto. I termini per la partecipazione alla gara, indetta nel dicembre 2013, sono scaduti nei giorni scorsi. In questo contesto, c’è da osservare che i 77 milioni di euro per la gara relativa al trasporto di parte di rifiuti all’estero, alla scadenza dell’appalto (valido per 12 mesi), difficilmente produrranno effetti positivi, anzi potrebbero addirittura peggiorare la situazione. Somma, questa, che sarebbe potuta essere utilizzata in investimenti strutturali e non già per l’emergenza, oppure per finanziare i 409 comuni della Calabria per la differenziata”.

Il Presidente della Provincia di Reggio Calabria, infine, esprime solidarietà al commissario della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, e al sindaco della città capoluogo di Regione, Sergio Abramo, “il cui territorio – evidenzia – con Pianopoli e  Alli, parimenti  a quello reggino, è costretto a sopportare  il conferimento in discarica di un elevato stoccaggio di rifiuti. E’ chiaro che squilibri del genere provocano proteste, polemiche e prese di posizione. Per impedire questa conflittualità, questa guerra tra poveri, si rende indispensabile agevolare il dialogo con i sindaci e i rappresentanti degli altri enti per avviare un percorso condiviso teso a liberare il territorio dall’enorme quantità di rifiuti e  per varare un efficace progetto definitivo”.

 

a.l./

 

 

 

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